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“Adelchi” Coro dell’atto terzo

“Adelchi”

·         una nuova tragedia, dedicata al problema del rapporto e dello scontro tra popoli e razze diverse sul suolo d’Italia

·         incentrato sulla caduta del dominio longobardo in Italia in seguito alla discesa dei Franchi di Carlo Magno (772-774) – un episodio decisivo della storia medievale che suscitava grande interesse e poteva suggerire confronti con avvenimenti più recenti.

·         la struttura aperta e decentrata – procede per tensioni e punti di vista contrapposti, ai dati storici si sovrappongono più intensi elementi morali e patetici

 

Atto terzo mette in scena l’attacco a sorpresa dei Franchi e la disfatta delle difese longobarde. Carlo ricompensa i duchi tradittori, Anfrido muore eroicamente, Adelchi e Desiderio decidono di ritirarsi per tentare l’ultima difesa, il primo a Verona, l’altro a Pavia. Intanto, i Franchi possono invadere  senza ostacoli tutta la pianura padana e, a questa loro discesa trionfale, Manzoni dedica il primo coro della tragedia.

Il coro nelle tragedie manzoniane rappresenta uno spazio riservato dall’autore a un proprio commento lirico sulle vicende rappresentate. In caso di “Adelchi” il poeta coglie l’occasione per sottrarsi alla necessità del genere tragico di mettere in scena solo grandi personaggi e sintetizza in undici sestine i destini di tre popoli, tutti osservati con altissima comprensione per i rispettivi patimenti e i singoli vigorosi entusiasmi.

 

Adelchi” Coro dell’atto terzo (composto nel gennaio 1822)

·         il destino del popolo italiano sottomesso e l’atteggiamento dei nuovi dominatori (con trasparente riferimento alla situazione dell’Italia della restaurazione austriaca)

·         lo sguardo dell’autore si posa sulle masse che del momento storico rappresentato furono nient’altro che spettatori passivi: i latini, gli abitanti originari d’Italia

·         passività degli oppressi e la tracotanza dei conquistatori

·         protagonista – il popolo italico, privo di voce e di ruolo, escluso dalla scena politica

·         Manzoni è convinto che i discendenti dei latini vissero in uno stato di totale sudditnno rispetto ai dominatori che avevano impedito qualsiasi integrazione tra le etnie longobarda e italica

·         Il messaggio contenuto nel coro vale anche come commento della storia contemporanea a Manzoni, la rappresentazione della condizione servile degli antichi italiani si accompagna alla rivendicazione di una loro rinascita mortale, di una riacquistata consapevolezza e dignità, nella convinzione che solo per questa via si possa costruire un’autonoma nazione civile.

·         Si fa intendere che non può essere lo sguardo rivolto a un passato irripetibile a promuovere un futuro migliore, se resta assente la volontà degli uomini

·         Il testo ha un tono quasi oratorio di arringa agli intimidi italiani del secolo VIII, affinché divengano essi stessi artefici del loro destino.

·         Il giudizio della consapevolezza civile dei latini non può che essere negativo.

 

 

 

Schema metrico

undici sestine di versi dodecasillabi rimati secondo lo schema AABCCB. Il dodecasillabo è un verso raro nella poesia italiana, impiegato dallo scrittore solo in questa occasione, probabilmente per la sua facile contabilità epica.

 

 

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